Le novità di Photoshop CS5
Scritto da Pio Longobardi in Tecnologia & Web il 16 agosto 2010
Nuove funzionalità rivoluzionarie e ottimizzazioni prestazionali che incrementano la produttività e l’efficienza del workflow. In questo entusiastico modo Adobe presenta le nuove versioni CS5 di Photoshop e Photoshop Extended. La società precisa inoltre che questa nuova edizione “riunisce una quantità di innovazioni tecnologiche superiore a qualunque altra release precedente e vanta un grado superiore di intelligenza e consapevolezza dei contenuti presenti all’interno delle immagini, rendendo di conseguenza possibili manipolazioni complesse in pochi click del mouse”. Ma vediamo quali sono queste innovazioni tanto enfatizzate da Adobe.
Anzitutto Photoshop CS5 e Photoshop Extended CS5 sono entrambe applicazioni native a 64 bit sia su Mac sia su Windows e questo permette di sfruttare al meglio le potenzialità del computer, ottenendo quindi una maggiore velocità in fase di elaborazione. Aspetto questo che è ulteriormente accentuato dalla capacità di devolvere alla Gpu (il processore della scheda grafica) una serie di elaborazioni ricorsive, in modo da velocizzare ulteriormente le elaborazioni.
Questi elementi, uniti ai nuovi tool messi a disposizione da Photoshop CS5, consentono di avere uno strumento che permette di effettuare con facilità e in tempi brevi operazioni complesse. Un primo esempio in questo senso si ha dalla funzione Content Aware Fill, che elimina dettagli e oggetti da un’immagine, esaminandone l’area circostante per riempire coerentemente lo spazio lasciato dalla cancellazione.
La funzione Refine Edge consente invece di effettuare selezioni particolarmente accurate grazie a una nuova tecnologia che rileva e maschera con precisione anche i margini più impegnativi, come capelli e fogliame, eliminando nel contempo la contaminazione dei colori dello sfondo.
Photoshop CS5 propone anche una nuova generazione di funzionalità HDR (High Dynamic Range): nel combinare più esposizioni in un’unica immagine HDR, il nuovo software preserva l’intera gamma tonale di una scena con un grado di precisione decisamente più elevato rispetto al passato. Questo grazie al fatto che la nuova funzione HDR Pro elimina in modo più puntuale le immagini fantasma e offre un maggiore controllo delle regolazioni e del tone mapping. Con il toning HDR, invece, gli utenti possono simulare l’aspetto tipico delle immagini HDR anche usando solo un’unica esposizione originale.
Riguardo il versante più creativo di Photoshop, il disegno, la versione CS5 fornisce tool come Mixer Brush, che mescola una combinazione di colori su un singolo pennello, mentre i Bristle Tips rendono più realistica ogni singola pennellata. Puppet Warp consente invece di riposizionare o deformare qualsiasi elemento di un’immagine, come per esempio stendere una gamba piegata in una foto o espandere un testo, per creare nuovi effetti.
Al nuovo Photoshop CS5 sono state aggiunte oltre 30 funzioni tra quelle più richieste dalla community degli utenti, come il raddrizzamento automatico delle foto, il cropping basato sulla regola dei terzi, il color picker e la possibilità di salvare immagini a 16 bit in formato JPEG. In questa nuova versione del software, precisa Adobe, sono stati aggiunti miglioramenti apparentemente minori ma che hanno un impatto importante sul tempo richiesto dal flusso di lavoro quotidiano. Un nuovo pannello Mini Bridge personalizzabile è poi richiamabile direttamente dall’interno del software per consultare e gestire più velocemente i file.
Adobe Photoshop CS5 e CS5 Extended saranno messi in commercio in italiano entro il mese di giugno rispettivamente al prezzo di 849 euro e di 1.199 euro. Sono attuati prezzi differenti per aggiornamenti e acquisti di licenze a volume.
La differenza tra i due prodotti, lo ricordiamo, è che Photoshop CS5 Extended comprende tutto ciò che è presente in Photoshop CS5 ma vi aggiunge tool 3D avanzati per il video, per il Web, per le applicazioni medicali, per l’industria e per la progettazione tecnica. In questo senso, attraverso la nuova tecnologia Adobe Repoussé, Photoshop CS5 Extended permette di creare loghi e disegni 3D a partire da un layer di testo, sagoma o maschera, oltre che attorcigliare, ruotare ed estrudere gli elementi per ottenere aspetti differenti.
Stop al semaforo rosso
Scritto da Pio Longobardi in Varie&Eventuali il 16 giugno 2010
Vetture intelligenti che comunicano con i semafori. È l’obiettivo dichiarato del progetto Travolution, sintesi di traffic-evolution, allo studio nei laboratori della Audi. Il percorso è partito nel 2006 sulla base di una semplice constatazione: il picco di consumi delle automobili è registrato nelle fasi di arresto e ripartenza. Evitare le continue fermate alle luci semaforiche, ridurrebbe drasticamente i consumi.
Il sistema pensato dai tecnici Audi, non fa altro che mettere in contatto i semafori con le automobili tramite l’invio di segnali via reti LAN wireless e UMTS. I segnali trasmessi dai semafori vengono quindi reinterpretati dal computer di bordo delle automobili e tramutati in informazioni grafiche che scorrono sul display del terminale, indicando al guidatore la velocità da mantenere per giungere al prossimo incrocio con la luce verde accesa ed evitare di fermare l’automobile. La regolazione della velocità può quindi essere effettuata tramite l’adaptive cruise control in dotazione alla vettura, oppure essere lasciata totalmente al cervello elettronico della vettura.
I dati registrati all’esordio di Travolution – nel 2006 – avevano dato già risultati incoraggianti: tempi di attesa ai semafori ridottissimi e taglio dei consumi fino al 17%, con un risparmio di benzina pari a 700mila litri all’anno. Lo sviluppo va avanti e ora il sistema sbarca sulle strade di Ingolstadt, dove 15 vetture montano il Travolution ricevendo informazioni da 25 impianti semaforici.
Il risparmio in termini di benzina e CO2 emessa è da non sottovalutare: evitando la fase di accelerazione al semaforo e riducendo i tempi di attesa, si lasciano in serbatoio 0,02 litri di benzina per incrocio. Un dato che, se esteso ad esempio all’intero territorio tedesco, si tramuterebbe in 2 milioni di tonnellate in meno di CO2 emessa, pari al 15% in meno dell’attuale valore. Oltre a comunicare con i semafori, il sistema Travolution rende possibile i pagamenti “on board”, direttamente dall’automobile, per i rifornimenti e i ticket del parcheggio, comunicando direttamente con la carta di credito del guidatore.
Errore flash.ocx: ecco come risolverlo!
Scritto da Pio Longobardi in Varie&Eventuali il 27 maggio 2010
Ecco una semplice soluzione, la più veloce ed efficace.
Scaricate unistall_flash_player dal seguente link: http://www.adobe.com/go/tn_14157
Serve per disinstallare il flash player non funzionante.
E poi reinstallate Flash Player, il link: http://get.adobe.com/it/flashplayer/
Dovrebbe funzionare tutto perfettamente.
Fibra ottica in tutte le case. Ecco il piano della nuova rete
Scritto da Pio Longobardi in Varie&Eventuali il 13 maggio 2010
I tre principali operatori alternativi a Telecom provano a portare l’Italia verso il futuro delle telecomunicazioni. Gli amministratori delegati di Fastweb, Wind e Vodafone hanno annunciato oggi il piano per creare una nuova rete in fibra ottica per portare nelle case degli italiani accessi internet a 100 Megabit e oltre, molto più veloci di quelli disponibili ora. La realizzeranno insieme, in modalità congiunta, con una società ad hoc. Copriranno le 15 maggiori città italiane entro cinque anni (circa 10 milioni di utenti), investendo 2,5 miliardi di euro. L’obiettivo a tendere è però ancora più ambizioso: raggiungere tutte le città con oltre 20 mila abitanti, pari al 50 per cento della popolazione italiana e a circa 500 comuni, con un investimento totale di 8,5 miliardi di euro da fare in 5-10 anni.
La prima fase è un progetto pilota che partirà entro luglio, nel quartiere Fleming di Roma, dove i tre operatori copriranno con fibra ottica 7.400 unità abitative. Gli amministratori delegati delle aziende promotrici ribadiscono che il progetto è aperto all’ingresso di Telecom Italia e di qualsiasi altro soggetto pubblico o privato. Chiedono al governo di creare una “società della fibra” chiamando al tavolo tutti gli operatori e le istituzioni. “Ma non chiediamo finanziamenti pubblici oltre al normale coinvolgimento della cassa depositi e prestiti”, ha precisato Paolo Bertoluzzo, amministratore delegato di Vodafone. Il messaggio tra le righe è chiaro: gli operatori non si aspettano che lo Stato contribuisca economicamente al progetto, ma auspicano un ruolo istituzionale di guida, teso a far collaborare alla nuova rete tutti i soggetti.
Paolo Romani, vice ministro con delega alle Comunicazioni, si è detto soddisfatto che i tre operatori non chiedano il sostegno economico dello Stato, confermando implicitamente che il governo, a differenza di quanto sta avvenendo in molti dei principali Paesi evoluti (tra cui la vicina Francia), non ha in mente di finanziare una nuova rete.
Un punto sul quale anche gli amministratori delegati dei tre operatori hanno voluto dire la loro: è importante “partire subito, basta discutere”, ha detto Luigi Gubitosi, di Wind. “Le nazioni rilevanti stanno già costruendo una nuova rete”, gli ha fatto eco Carsten Schloter, di Fastweb. Insomma, l’Italia sta perdendo tempo sulla strada del futuro, anche per l’inerzia del governo.
Il progetto deve superare una grossa incognita: non potrà essere sostenibile, economicamente, se tutti i soggetti non faranno sistema collaborando a una sola rete. “Il mercato italiano è in grado di ripagare una sola rete di nuova generazione e la dimensione finanziaria dell’iniziativa richiede necessariamente la concreta disponibilità a un progetto di condivisione degli investimenti”, si legge nella nota di presentazione del progetto. La conferma è nelle dichiarazioni del presidente di Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) Corrado Calabro e di Romani, nei giorni scorsi: entrambi hanno ricordato che senza il supporto di Telecom Italia quest’iniziativa è troppo debole per reggersi. Franco Bernabé, amministratore delegato dell’ex monopolista, a riguardo però è stato netto: sì a una collaborazione, ma no a fare insieme una nuova rete. L’idea quindi è che Telecom condividerà alcune infrastrutture (come già fa con Fastweb), ma non si affiancherà ai tre nel progetto di una rete comune. “Non cambieremo i nostri programmi di investimento sulla rete”, ha detto Bernabé.
Telecom dunque continuerà a correre da sola, con un piano di rete di nuova generazione già annunciato. Una sperimentazione è in corso a Milano, dove però la fibra ottica non arriva dentro gli appartamenti, ma si ferma alla base del palazzo (la velocità è quindi di 50 Megabit). L’obiettivo è coprire entro il 2011 tutto il capoluogo lombardo, il 70 per cento di Roma, il 58 per cento di Torino, il 50 per cento di Napoli e il 30 per cento di altre 16 città. Bisognerà vedere se la collaborazione limitata dello Stato e di Telecom sarà sufficiente a garantire un futuro alla nuova rete pensata dai tre operatori.
fonte: repubblica.it
Codec HTML 5, Google apre VP8
Scritto da Pio Longobardi in Varie&Eventuali il 15 aprile 2010
Il colosso di Mountain View preannuncia il rilascio sotto licenza open source del codec recentemente acquisito. Più roseo il futuro dei contenuti video sul web basati su standard aperti?
Roma – La guerra dei formati video veicolati tramite HTML 5, che già vede la contrapposizione di chi supporta Theora (Firefox, Opera) o H.264 (Apple e Microsoft con IE 9) con Google impegnata contemporaneamente su entrambe i fronti, si farà presto un po’ più complicata. Ma anche potenzialmente più semplice, visto che la succitata Google ha annunciato la volontà di rilasciare il recentemente acquisito codec VP8 sotto licenza open source.
È un colpo di teatro che qualcuno già si attendeva, quello di Google, che decide apparentemente di donare alla community del software libero gli asset tecnologici ottenuti in seguito all’acquisto della start-up On2 costato oltre 120 milioni di dollari. Trasformare in codice FOSS il codec ad alta definizione VP8 ha naturalmente non pochi vantaggi per Mountain View, che sul medio-lungo periodo non potrà che giovare dell’esistenza di uno standard video supportato da tutti i browser o perlomeno dalla loro ampia maggioranza.
La principale critica rivolta da Mozilla (Firefox) e Opera a H.264 è infatti il suo essere un prodotto derivato del consorzio MPEG, un fatto che implica la necessità di pagare le apposite royalty per avere il diritto di implementarlo. Se Google terrà fede alla sua promessa, un VP8 open source avrà dunque tutte le carte in regola per guadagnarsi anche il supporto di Firefox, Opera e altri.
I legami tra le radici di VP8 e Theora sono d’altronde cristallini, visto che la stessa On2 acquisita da Google è stata la sviluppatrice originaria della tecnologia video VP3 poi donata alla Xiph.Org Foundation, che da esso ha infine tratto il codec gratuito Theora scelto dal W3C come standard ufficiale di HTML 5. Con l’annuncio del rilascio di VP8 sotto licenza open source Google ha indirettamente risposto alla lettera apertadella Free Software Foundation pubblicata qualche giorno fa, in cui si evidenziavano appunto le possibilità di successo del codec “liberato” da parte di chi già deteneva il più grande sito di video del mondo, YouTube.
Potrebbe essere la fine della “dipendenza del web dai formati video impacciati da brevetti e software proprietario (Flash)”, preannunciava la FSF e spera ora Google, mentre nessuno al momento scommette un cent sulla possibilità che un eventuale codec free basato su VP8 finisca per essere adottato senza problemi dalla iPiattaforma costruita da Apple e da IE di Microsoft.
fonte:http://punto-informatico.it/
Adsl senza telefono? Si può ….
Scritto da Pio Longobardi in Tecnologia & Web il 19 marzo 2010
UNO STATO membro dell’Unione europea può imporre agli operatori di fare offerte Adsl senza linea telefonica: l’ha stabilito pochi giorni fa la Corte di Giustizia UE, nel merito di un caso di un operatore polacco. Una sentenza che ha ricadute su tutti i Paesi degli Unione e che da noi riapre una vecchia ferita, nell’animo di utenti e consumatori: quella delle Adsl senza telefono. Possibili sì, in Italia, ma molto care: più delle Adsl con linea telefonica. Deludono così le speranze di chi vorrebbe risparmiare, sul costo della linea, prendendo un’offerta con solo l’Adsl.
“La possibilità di avere l’Adsl senza telefono, rimarcata dalla Corte di Giustizia Ue, non è garantita davvero in Italia, perché costa troppo”, dice a Repubblica.it Marco Pierani, responsabile dei rapporti istituzionali per Altroconsumo. È una possibilità fittizia, insomma. L’associazione ora sta meditando di riaprire il dibattito sugli alti costi delle Adsl senza telefono, note in gergo tecnico come Adsl Nude (“Naked Adsl”). Sui siti degli operatori non sono indicate così, però, ma al solito appaiono dopo che l’utente ha indicato di non avere (e non volere) una linea telefonica. Così, può scoprire che Tiscali fa pagare 32,83 euro al mese l’Adsl senza telefono, con un rincaro di 12,88 euro rispetto alle Adsl (di pari caratteristiche) attivate in case dove c’è una linea.
L’utente risparmia quindi solo poco più di tre euro, rispetto alla somma tra canone Telecom (16,08 euro al mese) e Adsl (19,95). Il paradosso è che costa ancora meno l’offerta Tiscali con Adsl, linea e telefonate incluse (al solo scatto alla risposta): 29,95 euro al mese, senza canone Telecom. Hanno questo stesso costo analoghe offerte Wind, a 29,95 euro al mese, e Teletu (ex Tele2) a 29,90.
Fastweb ha un’offerta con solo la banda larga, Joy, a 29,90 euro al mese: senza telefonate, ma con l’Adsl 20 Megabit (contro gli 8 Megabit dei concorrenti), più 10 ore mensili di internet mobile. Può essere interessante quindi per chi non vuole telefonare ed è interessato a una 20 Megabit e a navigare un po’ in mobilità. Non si può dire però che Joy permetta di risparmiare, rispetto alle offerte Adsl con linea telefonica. La situazione non cambia con gli altri operatori. Telecom ha Alice Casa Internet, senza linea telefonica tradizionale, a 37 euro: ancora una volta, nessun risparmio per chi rinuncia al telefono. Tra l’altro quest’offerta è scomparsa dall’home page di Telecom Italia. L’operatore conferma a Repubblica. it però che è ancora attivabile.
C’è poi un pugno di operatori minori che offrono Adsl senza telefono (Ngi, SìPortal, MC-link), ma a canoni nettamente più alti; in cambio garantiscono una banda minima (quindi un certo livello di qualità). Riassumendo: l’Adsl Nuda può convenire solo a chi non telefona mai da rete fissa e vuole avere maggiore qualità Adsl (con Fastweb a 20 Megabit o con gli operatori che danno una banda minima garantita). È interessante anche per quel 45 per cento circa di popolazione che non è raggiunto dalle reti dirette (unbundling) di nessun operatore. In questo caso, infatti, il mix Adsl + telefono dei principali operatori alternativi non costa più 29,95 euro al mese, ma 34,95. Anche Joy di Fastweb, fuori dalla sua rete, subisce però un rincaro di 5 euro. Solo in questi casi torna competitiva l’Adsl Nuda di Tiscali, anche se il risparmio è ridotto (2 euro al mese).
I costi addizionali per l’Adsl Nuda nascono da una delibera Agcom del 2006 secondo cui gli operatori devono riconoscere un canone addizionale a Telecom, in caso di Adsl attivate nelle case senza linea. Questo canone viene poi ribaltato sull’utente finale. Il punto è che Telecom comunque ha costi di manutenzione del doppino telefonico, dove è attiva l’Adsl, e quindi ha diritto a un compenso. Gli operatori alternativi hanno sempre sostenuto però che quest’ultimo era più alto rispetto ai reali costi sostenuti da Telecom. “La sentenza della Corte di Giustizia ci offre l’opportunità di chiedere ad Agcom di riconsiderare questi costi per scoprire se sono giustificati”, dice Pierani.
Pulire il registro di sistema con Little Registry Cleaner
Scritto da Pio Longobardi in Tecnologia & Web il 9 marzo 2010
La salute del proprio PC costituisce uno tra i principali fattori a cui ogni buon geek che si rispetti deve badare, cercando di mantenere l’OS in uso sempre efficiente e scattante, per quanto possibile.
A questo proposito, risulterebbe dunque buona norma quella di ripulire, ed anche con una certa periodicità, il registro di sistema dalle voci oramai non più valide, cercando dunque di mantenere sempre stabile e performante la propria postazione di lavoro.
Ovviamente, è sempre buona norma evitare di eseguire manualmente una certa tipologia di operazioni, onde evitare futuri problemi, se ci si destreggia soltanto da pochissimo con l’uso del PC.
Proprio a questo scopo, ma anche nel tentativo di facilitare il compito di una fascia d’utenza un pò più esperta, è stato dunque pensato un utile programmino quale Little Registry Cleaner.
Si tratta di un software, completamente gratuito ed installabile su OS Windows, il quale, effettuando un accurata scansione del registro di sistema, permette di eliminare le voci oramai inutilizzate e di correggere gli eventuali problemi rilevati.
Il software, presentando un interfaccia utente piuttosto semplice e di facile utilizzo, mette a disposizione anche un pratico menù mediante cui selezionare (o deselezionare) le voci relative alle eventuali specifiche da scansionare in base alle singole esigenze e a quelle del proprio PC.
Ovviamente, una volta terminata la scansione del registro di sistema, sarà possibile visionare il relativo file log prodotto riportante tutte quelle che sono le operazioni effettuate.
Little Registry Cleaner costituisce dunque una valida ed utile risorsa da utilizzare come alternativa al ben più noto CCleaner.
Android, morte all’app store pirata
Scritto da Pio Longobardi in Varie&Eventuali il 1 marzo 2010
Il provider stacca la spina di Blapkmarket. Gli sviluppatori hanno preso coscienza della pirateria?
Roma – Fino a pochi giorni fa Blapkmarket era uno dei più noti contenitori online di applicazioni non ufficiali per Android. Una email inviata a Jesusxxx, gestore del sito, da parte del provider su cui si appoggiava ha decretato la sua sparizione dal Web.
Secondo alcuni si tratterebbe soltanto del primo di una serie di provvedimenti di chiusura incentivati dall’accresciuta consapevolezza del problema della pirateria da parte degli sviluppatori, i quali tenderebbero a evitare piattaforme che non garantiscono un ritorno economico adeguato.
Gli utenti di Blapkmarket potevano testare, senza pagare, le varie applicazioni sviluppate per Android ben oltre il periodo di 24 ore concesso dal marketplace ufficiale. Analogamente agli iPhone sbloccati, non vi erano limiti geografici che impedivano il download di una precisa applicazione in alcune parti del mondo.
In precedenza alcuni analisti avevano stimato in 450 milioni di dollari di mancati introiti da parte di Apple il valore della fuga incontrollata di applicazioni che arrivavano negli iPhone senza passare dal via.
fonte:www.punto-informatico.it
Chrome 5
Scritto da Pio Longobardi in Tecnologia & Web il 16 febbraio 2010
Google inizia a lavorare sulla versione 5 del browser Chrome. Più opzioni per la privacy.
Google Chrome 5 è già cosa fatta. La casa di Mountain View, che ha da poco annunciato un programma di ricompense per chi trova vulnerabilità di sicurezza sul proprio browser, ha reso disponibile la versione 5.0.307.1 agli sviluppatori, sia per Windows che per Mac. La versione pubblica dovrebbe debuttare alla fine del mese.
La nuova build per sviluppatori integra diversi bugfix e alcune novità. La finestra Content Setting, nel menù Opzioni (sotto la voce Privacy), permette di amministrare le opzioni sui cookie, le immagini, JavaScript, plug-in e pop-up. Inoltre, c’è un link – al momento non funzionante – che permetterà di amministrare le impostazioni di archiviazione di Adobe Flash Player.
Nella versione Windows, gli utenti possono ora salvare nella cartella predefinita di download, mentre nella versione Mac è stata migliorata la stabilità dei plug-in ed è stato integrato un campo di ricerca per l’amministrazione dei cookie. In questa versione non è presente l’opzione Content Setting.
Tutti i driver del PC con DriverEasy
Scritto da Pio Longobardi in Varie&Eventuali il 5 febbraio 2010
Quando una periferica hardware Windows non viene riconosciuta o non funziona come dovrebbe presentando errori significa che è necessario dare uno sguardo ai suoi driver.
Molte volte capita anche ad esempio di formattare il PC,l’utente procede normalmente con tutta la procedura e all’avvio del sistema operativo capita che qualcosa è andato storto magari accorgendosi di non sentire più l’audio,di non disporre di driver per la scheda video,driver mancanti per la scheda di rete ecc…
Per risolvere questi problemi si sono diverse soluzioni e diverse strade da intraprendere o percorrere.
Quelle più semplici sono l’andarsi a rivedere ed appuntare il nome,marca,modello della periferica che da problemi per ricercare soluzioni direttamente online in siti specializzati nella ricerca dei driver o installare software che consentono di analizzare approfonditamente le periferiche nei minimi dettagli,magari disponendo anche di qualche link per il supporto per una determinata periferica.
DriverEasy è la soluzione che fa per voi.
Si tratta di un semplice software gratuito che consente in pochi passaggi di trovare e scaricare i driver mancanti delle periferiche collegate o aggiornare quelli già esistenti.
Cliccando su Scan Now il software analizzerà tutte le periferiche collegate al PC,dopo di che alla fine della scansione della durata di pochissimi minuti verranno presentati i driver che richiedono l’installazione contrassegnati con il colore rosso o semplicemente effettuare un aggiornamento di quelli già presenti che non richiedono una nuova installazione.
Coloro che dovranno scaricare i driver dovranno decidere se installarli direttamente o scaricarli per installarli manualmente.
DriverEasy è sicuramente un software da eseguire ed utilizzare essendo anche gratuito disponendo di 1 milione di driver per le varie periferiche hardware e compatiible con gli OS Windows (Xp,Vista e Windows 7) incluse le 64 bit.